La vita istruzioni per l'uso - article - Autogol

il blog di ubu

Autogol

Squilla il cellulare e c’è un numero mai visto prima. Risponde uno, voce neutra, sulla metà trentina, con una leggera inflessione genovese. Mi chiama per nome e cognome e mi chiede se per caso ho perso un’agenda nera. Mah, uhmmm, sì, forse sì, dico io che non focalizzo ancora.
Lui mi dice il suo nome e cognome e mi spiega che ha avuto il mio numero da Mark (l’eccellente autore di Tom che tutti conosciamo, nevvero). Il numero di Mark invece era sull’agenda.
Io ancora non capisco, non so nemmeno di che agenda parli e chiedo: ma lei dove l’ha trovata?
Sul treno, a Brignole! Mi dice.
E improvvisamente capisco.
Dio santo! E’ vero: venendo su a Milano ho tirato fuori il mio libbricino nero (io non la chiamo agenda, per quello non ho capito subito) per appuntarci delle cose di lavoro. Poi mi sono addormentato e ho completamente dimenticato il tutto. Non me n’ero nemmeno accorto e chissà quando avrei realizzato di averlo perso se questo gentile sconosciuto non m’avesse telefonato.
Il fatto devastante è che io quel libretto lì lo tenevo un po’ come il diario di Sabbrina tredicenne, con le confessioncine e i piccoli appunti, le cose che non confesseresti nemmeno sotto tortura, gli sprazzi di introspezione, i dubbi e le paure e i pensieri profondi della notte, che il mattino dopo ti imbarazzi solo al pensiero di aver scritto cagate simili. Cioè dico, sto parlando di un tasso di autoreferenzialità e infantilismo molto ma molto peggiore di quello che trovate qui, su questo blog. Rendo l’idea? E’ un libbricino che non consegnerei mai a nessuno, e l’ho lasciato sul treno per farlo leggere a tutti. Agghiacciante.
Ho cominciato a sudare. Ringraziando moltissimo lo sconosciuto, gli ho dato gli indirizzi per rispedirmi il mio moleskine. Adesso spero soltanto che non curiosi troppo.
Nemmeno quella volta che ho scoperto di aver fatto tutto un concerto con la patta aperta mi son sentito così esposto al pubblico ludibrio.

Macubu -   - 20 maggio 2004, 11:35