Oggi son stato tutto il giorno in casa, e per una volta non con le mani in mano. Restio per natura a far qualque cosa che non sia prima spiegato per filo e per segno da Vogue o da Burda Moden (se sono d’umore un po’ più mainstream), oggi ho messo su i pantalonacci, ho impugnato il trapano e ci ho dato dentro. Di solito mi riesce meglio il “farmi da me” che non il “fai da te”, però devo dire che il risultato di ore di lavoro è soddisfacente. Finalmente la nicchia che ho nel muro non è più solo un buco, buono forse ad ospitare un Budda sotto cui brucino dolci incensi, ma un vero e proprio armadio con tanti bei ripiani di legno grezzo a cui ho dato una bella mano di flatting e coperto da una tendina avvolgibile in legno dallo sgargiante e alquanto coraggioso color arancio. Voilà!
E già che c’ero ho aggiunto uno o due scaffali anche all’altro muro.
I puristi storceranno il naso a certe viti non proprio perfettamente allineate, a certe soluzioni sbarazzine che mettono a repentaglio la vita di chi si accosta al mobile, ma insomma la creatività si deve pur fare a costo di qualcosa, no? E poi io sono sempre stato un partigiano della fazione form over function, per cui non mi sembra il caso di perder tempo con certi piccoli dettagli.
Oh, e naturalmente non ho affatto dimenticato questa casa, il mio povero e un po’ negletto blog. Guardate qui e troverete il nucleo, l’abbozzo della futura, più fulgida versione che dirà finalmente addio a quel cattivone di Movable Type che improvvisamente s’è messo a batter cassa. Non si poteva non rispondere adeguatamente a certe improvvise cadute di gusto, non trovate?