E’ un topos tipicissimo di tutti i film di fantascienza: la voce calma, femminile e indifferente che annuncia sciagure e morte imminente dagli altoparlanti, mentre i nostri eroi si arrubattano fra mostri, incendi, affondamenti, piogge di meteoriti e chi più ne ha più ne metta. Stratagemma perfetto per creare a scelta: tensione, esemplare e meditabonda disumanizzazione del genere umano, angoscia, suspence e così via.
A questo pensavo ieri sotto l’immensa volta metallica della Stazione Centrale, mentre mi districavo fra i gruppi eterogenei di turisti, di vecchietti strani, di immigrati dalla pelle nera, scolaresche impazzite, ispanici logorroici, il trenino coi bagagli che suona per passare, le edicole, i trolley che ti ci inciampi, la gente che spinge che corre, che urla, che discute, che sgomita in ritardo guardando il tabellone, mentre lassù, olimpicamente calma, agghiacciante la voce della signorina echeggiava sempre uguale: Si avvertono i signori viaggiatori che ogni bagaglio lasciato incustodito verrà immediatamente perquisito dalle forze di polizia…
[Comunque c’è che corro e ho poco tempo per tutto, soprattutto il blog. E anche i blog, tutti quelli degli altri che non leggo da un sacco di tempo. Per non parlare di tutte le mail che non scrivo.]