Prima di passare la notte fino alle tre attaccato al cesso a vomitare m’è capitato di sentire una delle frasi migliori degli ultimi due anni.
Sono in fila con costui, davanti al nuovo auditorium del Pirellone. Per entrare c’è la fila perché due o tre cani da guardia piuttosto pignoli stanno controllando tutti i nomi, uno per uno.
Improvvisamente, fendendo la folla, arriva proprio dietro di noi questa con l’aria da pazza e un tailleur rosso che come direbbe Misto “la giacchetta comprata alla Rinascente faceva più bella figura” e col suo accento vagamente nordico e tono isterico urla al ragazzo che ha in mano la lista:
“Scusi ma non è possibile! Ci dovrebbe essere qualcuno per i consoli! Io non voglio aspettare qui con questa…” fa una pausa di disgusto abbracciandoci tutti con lo sguardo e poi continua, con rivelatorio cambio di genere grammaticale: ”...gruppo!”
L’abbiamo guardata malissimo. Ed è entrata dopo di noi, la stronza. Ma pensa te.
Oggi ho un uniforme colorino verde pallido, ondeggio quando cammino, e ogni tanto canto “O sole mio…” Ma queste son cose che solo Misto può spiegarvi.