Io mi ero già visto da qualche parte. E oggi ho capito dove.
Saranno stati più di dieci anni fa, il luogo è piazzale Baracca. Una piazza mai vista prima. Ero con gli amici del quartetto: avevamo dormito da un parente in San Michele del Carso e per andare in centro abbiamo chiesto indicazioni all’edicola. Non sapevo da che parte fosse il duomo, non avevo idea della città , Milano era l’orrenda metropoli sconosciuta e odiata da ogni genovese che si rispetti, il posto dove “belìn piuttosto di viverci mi sparo”, la città grigia e triste per eccellenza, quella dove manca il mare, quindi dove manca tutto.
Stavo là spaesato, cercando di trovare un punto di riferimento, e non potevo accorgermi, non potevo lontanamente immaginare che il fantasma del me stesso di dieci anni dopo stava passandomi a fianco, la borsa sulle spalle, per andare al lavoro, come tutti i giorni, come sempre in ritardo. L’avessi anche visto, non avrei saputo riconoscerlo. Come avrei potuto sapere che mentre guardavo verso piazza Piemonte avevo sotto gli occhi casa mia? Chi avrebbe mai potuto convincermi che qualche chilometro più in là avrei avuto un ufficio, una scrivania, un lavoro insomma?
Si vive così, misericordiosamente inconsapevoli delle infinite diramazioni possibili della vita.