Ho appena finito di leggere Choke, di Chuck Palahniuk. Carino, come al solito scritto in una lingua che le note del retro copertina potrebbero definire “flamboyant” e piena di idee, al servizio di una trama questa volta un po’ meno interessante e azzeccata di Lullaby, l’unico altro libro che ho letto di lui. Però è bravo, Palahniuk, non c’è niente da fare…
Adesso ho cominciato La montagna dell’anima di Gao Xingjian, premio nobel cinese per la letteratura del 2000. (E qui ci sta un grazie alla BUR che ha lanciato questa nuova collana di Scrittori Contemporanei a basso costo. Meno male.)
Per adesso ‘sto librone mi ha colpito per il fatto di essere meno esotico e strano di quanto avrei immaginato. Vuoi vedere che ‘sti scinesi so’ pure ugguali a nnoi? (come direbbe linguafranca...)
"Che non li avevi mai visti?"
"Pe' strada sì, in casa mai"