Chissà che schifo di oroscopo dovevo avere, oggi. Non oso immaginarlo.
No, dico. Come prima cosa, nemmeno suonate le nove, dopo aver girato come un cretino per tutto il quartiere mi rassegno all’idea che mi abbiano fottuto la macchina. Alè.
Poi sbattimento per andare fin dai carabinieri, passarci un’ora e mezza per fare la denuncia. E qui immaginatevi il solito sketch di costume con, va dato atto, carabiniere gentile (ma sapeste i quadri alle pareti…).
Segue giornata al limite del grottesco in cui fin dalle undici di mattina devo lavorare su un brief preciso, ma il tempo per farlo salta fuori solo a partire dalle sei e mezza di sera, con tutto quel che ne consegue in scazzi, stanchezza e disordine mentale.
Poi a., con cui lavoro adesso, verso le otto di sera spalanca la finestra e dice: Beh, dai non fare così. Se non altro non piove.
Marty Feldman non va evocato così a cuor leggero: ovviamente alle dieci meno un quarto di sera entro in casa fradicio da strizzare.
Ho tirato giù tutto l’empireo dei santi, cazzo.
Domattina ascolto l’oroscopo sbavusciato da Linda Wolf in religioso silenzio. Non si sa mai.