E poi tutto improvvisamente diventa distante, distaccato, lontano.
Succede quando ti passa la voglia di fare, quando anche le braccia ti sembrano stanche e le cose più semplici si appesantiscono.
Ci sono volte in cui divento come quegli insetti che per sfuggire al nemico si fingono morti. Inerti, inermi. Profilo basso, non opporre resistenza. “Che tutto questo mi passi addosso, che non lasci traccia, che non faccia male.”
E’ la mia caratteristica che mi frega di più. Il fermarmi e far finta di niente, guardare altrove. Mi odio, quando mi sento così. Anzi, già la frase è sbagliata: “quando mi sento così”, sembra che non dipenda da me, come quelli che dicono, “mi capita questo e quello” e bisogna subito rispondergli, No: tu fai questo e quello: non è una cosa che ti cade in testa come una tegola, ma la conseguenza logica di un comportamento.
Certo che parlare a se stesso attraverso il blog non dev’essere indice di grande sanità mentale, eh?
Mi hanno detto tutti che lo sfondo bianco di questo blog stanca gli occhi. E’ vero, lo cambierò.