I nuovi palazzi che crollano sono sexy.
Può essere sexy il suono di un trapano sparato a mille direttamente sul microfono? Può essere sexy una martellata sulla lamiera a dodicimila decibel? Può essere sexy il rumore?
Sì può esserlo, dio santo se può esserlo.
Lo diventa quando c’è una voce che si insinua in questo frastuono sofisticato e mai casuale, che vi si mescola, che ne entra e ne esce, che sta sul confine, una voce che non sembra mai cantata eppure è intonata perfettamente. Diventa sexy, il rumore, quando non sai bene perché ma sembra una carezza, una carezza fatta col trapano direttamente sullo stomaco.
E’ talmente animalesca e profonda questa musica sorella del rumore, che ti massaggia dentro, va più in là delle parole, scioglie, conquista, seduce.
E’ un ritmo primigenio irresistibile, potente e antico che ti trascende e se non ti muovi e ti lasci possedere dal ritmo non sei un essere umano.
Forse m’è piaciuto tanto anche perché son stato da solo per tutto il concerto. Poco più in là, nascosti dalla calca c’erano anche Olona e dRaCID, ma non li ho mai incontrati.
Così ero lì, perso nella folla e nella musica, con una strana sensazione addosso, un sentirmi anch’io disponibile alla seduzione, avvertivo nell’aria una strana energia, con tutto questo sfiorarsi e muoversi allo stesso ritmo, vicino al palco. Una sottile complice intimità in perfetto anonimato. O chissà, forse ero io che avevo solo voglia di perdermi.
Adesso puzzo di fumo e ho schiena e piedi a pezzi, ma mi sento purificato, ripulito.
Oh, e poi gli EN hanno il batterista più figo che abbia mai visto dal vivo.
Anzi no, non è figo. E’ sexy.