Imber Court è una comunità laica vicina a un monastero. C’è un lago proprio a fianco. Nell’una e nell’altra comunità , uomini e donne che scelgono di vivere secondo un ideale, diverso forse per ognuno di loro.
Una leggenda vuole che sul fondo del lago riposi una campana, precipitatavi dal monastero vicino quando una monaca colpevole di adulterio vi si annegò. Di tanto in tanto, si racconta, dalla riva del lago si ode ancora, lugubre e profondo, un attutito rintocco, come se la campana non avesse ancora finito di chiamare a sé beati e peccatori. Dora Greenfield lascia Londra per entrare a Imber Court e la sua vita in qualche modo cambierà .
E’ stato il primo romanzo di Iris Murdoch che ho letto, e mi ha fatto innamorare di lei, del suo stranissimo, personalissimo modo di mescolare filosofia e narrazione. La campana parla di ideali, di etica e morale, di come compiamo le nostre scelte, di come viviamo le nostre vite, ma tutto questo diventa materia viva, reale, concreta e appassionante come un film d’azione. E via via che leggi il libro senti come l’azione procede, come i personaggi riflettono su se stessi e cambiano ma senza mai smettere di vivere. Finché gli eventi non sembrano precipitare e la campana, dal fondo scuro del lago, farà sentire ancora una volta il suo angosciante rintocco.
Ho letto altri sei romanzi della Murdoch e in ognuno di essi ho sempre ritrovato con sorpresa l’acqua, al centro del luogo e dell’azione, elemento primigenio e rigenerante, vero fonte battesimale in cui un personaggio finisce sempre per entrare, e per uscirne cambiato, trasformato, rinato.
E un altro tema è il rapporto con l’arte. E’ in questo libro la scena in cui Dora, la protagonista, incerta sul da farsi nella vita si reca per restare un po’ sola con se stessa e con i suoi pensieri alla National Gallery, scena di cui avevo già parlato tempo fa.
Per me è stata una vera gioia questa lettura. Beh, marsch, correte a comprarlo.
grazie per la segnalazione
Ricordo benissimo il post in cui parlavi di "Il Mare, Il Mare" ma anche di Helsinki e del Kiasma e della tua sfortunata amica. Dopo quel post comprai il libro che e' rimasto uno dei piu' importanti letti l'anno scorso. Sabato avevo tra le mani questo di cui parli, ma alla fine l'ho lasciato sullo scaffale. Ho fatto male, rimediero'.
Giusto perché adoro dissacrare i "mostri sacri" (presunti tali, o futuri prossimi): credo un annetto fa su Topolino è comparsa una storia analoga, con una campana inabissata in un lago, che periodicamente rintoccava, e in quelle occasioni una sfiga nera calava sul villaggio... prima che arrivasse Pippo, ovviamente :-D