E’ vero, quando il mal di testa feroce è passato, il vago senso di spossatezza diventa quasi piacevole. Dovevo scendere a Genova oggi, invece c’è stato un cambio di programma, partirò domani. Quindi oggi me ne sto a letto a godermela. Ed eccomi qui con in mano la partitura dell’Elektra di Strauss, a cercare di approfondirne la conoscenza. Volume a palla. Rischio di ammalarmi di nuovo, ci son scene che mi fan venire una pelle d’oca…
Come quando Elektra, che me la immagino truccata col trucco esasperato, da pazza, delle attrici del muto anni ‘20 mentre stende davanti a sé le mani, invoca il fantasma del padre:
Agamemnon! Agamemnon!
Wo bist du, Vater?
Roba che i brividi mi fanno nascondere giù sotto il piumone. Fra poco verranno anche i vicini, a sedersi direttamente sul letto con me con i pop-corn. “Tanto vale…” diranno.