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Convalesco, ergo sum

E’ vero, quando il mal di testa feroce è passato, il vago senso di spossatezza diventa quasi piacevole. Dovevo scendere a Genova oggi, invece c’è stato un cambio di programma, partirò domani. Quindi oggi me ne sto a letto a godermela. Ed eccomi qui con in mano la partitura dell’Elektra di Strauss, a cercare di approfondirne la conoscenza. Volume a palla. Rischio di ammalarmi di nuovo, ci son scene che mi fan venire una pelle d’oca…
Come quando Elektra, che me la immagino truccata col trucco esasperato, da pazza, delle attrici del muto anni ‘20 mentre stende davanti a sé le mani, invoca il fantasma del padre:
Agamemnon! Agamemnon!
Wo bist du, Vater?

Roba che i brividi mi fanno nascondere giù sotto il piumone. Fra poco verranno anche i vicini, a sedersi direttamente sul letto con me con i pop-corn. “Tanto vale…” diranno.

Macubu -   - 13 febbraio 2004, 22:06
  1. Oh, finalmente: ma allora ti piace strauss!!Il mio feticcio è però Ariadne auf naxos, ma anche elektra,e, soprattutto, Salome mi "prendono". Certo che elektra è una seduta analitica in musica: "traumst du, mutter?" P.S.: quale stai ascoltando?
    tato
    14/02/2004 04:00
     

  2. Sinopoli con i Wiener, una grandissima Alessandra Marc e un appena un po' invecchiato Ramey. DG. La mia preferita resta il Cavaliere, però...
    14/02/2004 04:38
     

  3. A dicembre al San Carlo, Elektra dormiva nella paglia ai piedi del palazzo reale. Magnifica. Un'esperienza assolutamente unica. Rimettiti presto f.
    francesco
    14/02/2004 08:27