La vita istruzioni per l'uso - article - GRSC

il blog di ubu

GRSC

La psicologia delle persone, quella vera, quella profonda, non ti si rivela che in alcuni momenti: quei rari attimi in cui la maschera si scolla per un istante e mostra quel che nasconde. Non succede di frequente.
Chissà, forse nei tempi antichi (almeno per gli uomini) i caratteri si rivelavano durante lo scontro fisico, la guerra, quando le fila dei lancieri si scontravano con gli scudi e le spade delle file avverse, in quei momenti frenetici fra la vita e la morte quando tutto si decide fra un battito di cuore e il successivo, che potrebbe essere l’ultimo.
Oggi che noi gente civilizzata viviamo nell’angoscia di emergenze come “meglio il panino Apollo 13 (rucola, bresaola, salsa rosa) o la focaccetta Boscaiola (insalata, funghetti, prosciutto affumicato, salsina non indentificata)?” tutto questo non avviene più e il vero volto di chi ci sta a fianco è diventato più difficile da intravvedere. Ci mascheriamo di cortesia.
Ma un momento di verità c‘è, eccome. E’ la Grande Riunione nella Stanza del Capo.
La GRSC ha luogo per le grandi presentazioni e, in un’agenzia di pubblicità, coinvolge schieramenti ben definiti e riconoscibili: ci sono i creativi (sono quelli spettinati con tanti foglietti colorati in mano), ci sono gli account (sono quelli con la cravatta e l’aria colpevole), ci sono i planner (sono quelli che sembra siano altrove, virtuali fin nel DNA) e poi c‘è il Capo (è quello che fa finta di essere il più rilassato).
Comincia tutto in modo indolore, sembra davvero una riunione in cui si abbia qualcosa da discutere, sembriamo tutte persone mature, consapevoli. Ma dentro almeno uno dei presenti si annida senz’altro il Cagatore di Dubbi Assurdi ed Implausibili ma Proprio Per Questo Inconfutabili.
Il CDAIPPQI non è una tipologia di persona: è un virus. E’ virtualmente presente in ciascuno di noi, e si manifesta in modo del tutto imprevedibile e incoercibile soltanto nei Momenti Davvero Cruciali quando tutto dev’essere discusso in fretta e di solito il giorno prima dell’incontro col cliente. Mettiamo che sia tu, lettore, a impersonare per una volta il CDAIPPQI. Tu sei lì che guardi la presentazione e improvvisamente ti salta in testa una vocina: – Dài, giustifica il tuo stipendio, coglione! Fatti largo, fai vedere quanto sei intelligente! Non hai qualcosa di interessante, utile e qualificante da dire? Sei forse il più stronzo di tutta questa gente? No! Per cui dài, prendi la parola, adesso! Guarda qua: c‘è proprio bisogno di un tuo commento!
E così, nonostante tu senta che forse potresti anche farne a meno, nonostante tu abbia voglia di reprimere quella vocetta, cominci ad agitarti sulla sedia, prendi in mano le slide o gli storyboard, osservi questo e quello e così facendo stai già comunicando ai presenti che Qualcosa dentro di te sta davvero pensando. E in un momento di silenzio di quelli classici da riunione, ecco che prendi la parola. O meglio, non prendi nemmeno la parola, semplicemente fai un commento fra te e te, quasi inconsapevole, a mezza voce. “Ma questo non mi sembra davvero in linea con il posizionamento di marca per questo target.”
E il disastro si compie.
In un attimo, gli schieramenti si rovesciano, le alleanze si ribaltano e lo scenario fintamente rilassato si rivela per quello che è: un’accozzaglia di frustrati depressi che cercano di star fuori dalla merda e disposti a bieche bassezze pur di pararsi il culo e buttarci te, nella merda. Cominciano le frasi del tipo:
- beh, certo, se tu la pensi così forse faremmo meglio a rivedere il posizionamento…
- mah, però guarda che io non ne sapevo niente, mi sembra che non se ne fosse parlato…
- io? Figurati: questo l’aveva detto il cliente!
- mi son fidato di quello che mi hai scritto tu in quella mail di tre giorni fa…
- beh, forse voi avete informazioni che io non ho…
- eppure la mia slide parla chiaro!
- insomma i creativi siete voi, però ecco forse cambiando titolo e visual…
- il cliente lo ha chiesto espressamente!
- ma il prodotto è nuovo?
- non importa quello che ho detto, importa quello che ho scritto!
- hai interpretato le mie parole troppo liberamente
- ma questo non era mica detto nel brief!
- comunque non è così che si lavora.
- scusa, ma il cliente è tuo!

Ecco fatto. Quelli che credevi fossero i tuoi amici ora ti voltano le spalle, quelli che giudicavi in gamba e con le palle adesso balbettano imbambolati scuse implausibili. Questi sono i momenti rivelatori del nostro tempo.
Non sarà una bomba H a spazzarci via. Sarà una presentazione in Power Point.

Macubu -   -  5 febbraio 2003, 09:22