Ecco, ero tornato a casa in catalessi e di corsa per andare a nanna e guarda che ore sono.
Sto riflettendo sul fatto che avere la fibra ottica a casa ha cambiato le mie abitudini su internet. Per forza, direte voi.
Per forza, infatti. Le ha cambiate nel senso che ha reso la mia esperienza della rete più simile a uno zapping compulsivo-ossessivo fra un canale e l’altro. E’ talmente breve il tempo di caricamento, che non c’è il tempo di stufarsi. E così passo da un filmino divertente a un sito letterario, da un giochino in rete a tutta la lunga lista dei blog che leggo in un lento assopirsi del cervello, in una passivizzazione che ricorda molto da vicino la trance catodica.
Quando avevo il modem, non ci voleva molto perché mi rompessi di aspettare con ansia il lento caricarsi delle pagine, così lasciavo da parte il mouse (novello telecomando dei miei giorni) e mi mettevo a scrivere, a produrre, se di un post si può dire ‘produrre’.
Forse qualcuno ha notato che questo blog sta diventando più una lista di link che non un luogo dove condivido pensieri, sensazioni, modi di vedere il mondo. Forse è un bene, forse è anche un po’ un male, non so, e non devo dirlo io, però è un cambiamento.
A me personalmente dispiace, perché il tempo vola e sono le due di notte, e ancora ho altri cento link che vorrei seguire e devo forzarmi a lasciar perdere.
Così lascio da parte cento cose di cui vorrei scrivere: di una bella serata passata con le mani affondate nello zighinì in piacevole compagnia, di una sorpresa alla radio tornando a casa, di un libro che reputo importante. Ma questa notte è passata così, con la faccia assonnata incollata alo schermo.