Sono passati otto mesi dall’ultimo post. Non era mai successo, prima.
Ingenuamente, pensavo che l’avere una figlia avrebbe portato una ventata di nuove vicende di cui parlare, una nuova voglia di raccontare le storie grandi e piccole che avvengono nella vita di chi si trova ad accudire un sacchettino d’ossa che pian piano diventa una persona e ti guarda negli occhi.
E invece niente. Niente improvvise rivelazioni, niente profonde riflessioni sul senso della vita e dell’essere. Niente di niente.
Non che le riflessioni mi siano mai venute bene, intendiamoci, ma almeno c’era una voglia di raccontarsi che ora non trovo più.
Emma ha compiuto oggi dieci mesi e io non ho niente di particolare da raccontare che non sia già stato detto sessanta milioni di volte da qualche neogenitore che pensa di averlo scoperto lui per primo, e non può fare a meno di mettertene al corrente.
Come quando un genitore dice all’altro: guardala, guardala ora! No, ma guardala! E l’altro non ne ha mai voglia, perché tanto lo sa, cosa sta facendo. Si arrampica bene, cammina spingendo la sedia, tira il pelo al gatto, fa una faccia strana, scopre l’interruttore della luce. Mentre il primo genitore è lì che freme nell’eccitazione del momento, l’altro preferirebbe leggere il suo libro o ha da stendere il bucato, preparare la pappa, cercare disperatamente di dormire, e pensa Sì, ora guardo, forse, ma anche no, mollami.
Con tutto il resto del mondo succede un po’ la stessa cosa. La bimba cresce ed è un miracolo. Ma un miracolo assai inflazionato.
…
Non ho più nulla da raccontare.
Non ho più voglia di raccontare nulla.
Questo blog è giunto, forse, al suo naturale capolinea.
Ma tua figlia è nata e tu sei morto?
:-)
Non avere voglia di raccontare è lecito, ma non avere NULLA da raccontare è impossibile.
Non ci far preoccupare, su. Dicci che stai bene (e non mi pare) e poi ti immergerai nelle pappe e nella crema antiarrossamento senza il rimorso di averci lasciati in pensiero per te.
Haha, ma no.
Forse ero solo un po’ stanco al momento di scrivere il post, ma il punto è che ogni cosa prima o poi finisce, e in qualche modo anche questo blog si sta avviando alla sua decomissione, ecco.
Io, invece, sto benissimo. Tzè.
Panta rei, ma anche no.
Mi spiace che il tuo blog sia in disarmo, era divertente senza essere superficiale. Ma apprendo con vero sollievo che stai benissimo.
In bocca al lupo per tutto
Ma no, dài, non prendere decisioni affrettate che poi ti viene voglia di scrivere e non sai dove farlo.
Imparo decomissione. Nel caso inserirò il link tra il gruppo dei blog defunti. Sono solo questioni stilistiche dunque :)
La vita ha i suoi cicli. A volte per essere soddisfatti basta sperimentare, ad di là dei traguardi che si raggiungeranno, altre strade. Altre volte è lo starsene fermi per un po’. O viceversa è il proseguire sulla stessa, rassicurante e incerta, strada.
Purché ce ne convinciamo Umberto. Enjoy :)
Ma noo..Non sai mai. poi quando meno te lo aspetti hai bisogno di lui. Tranqui.. noi ti aspettiamo.