Quando si tratta di massimi sistemi, e soprattutto di princìpi, vado in difficoltà.
Prendi per esempio ‘sta cosa dello sciopero dei ferrotranvieri. Metti che mi trovo improvvisamente a discutere con un collega: succede che son lì, provo a dire la mia, quella che in fondo più sento vicina al mio modo di pensare.
L’altro controbatte con la sua visione e mi mette giù le sue ragioni.
E succede spesso che mi capita di riconoscere la fondatezza degli argomenti dell’altra parte. E mi vien da dire, beh, sì, un po’ di ragione ce l’hai anche tu.
E subito scatta la Vocina: ecco, vedi, macubu, sei un pusillanime dei miei stivali! Non sei capace di difendere la tua opinione! Cagasotto! (A volte, se pensa che io non possa sentirla, aggiunge anche: Cagacazzi!)
Beh, senta, cara Signorina saccente che mi parla nella testa, adesso io glielo devo dire: a me mi pare che anche gli altri ce le abbiano, le loro ragioni! Anzi, no, sono sicuro. La cosa che mi frega è il livello del discorso: la Grande Discussione Cosmica sulle Ragioni e i Torti. In quei casi se discuto e litigo, poi dopo sento addosso un po’ di vergogna, perché lo so che l’ho fatto più per dare addosso a chi avevo di fronte che per reale convincimento. E se son sincero, subito vedo ragioni e torti da ogni parte. Ma allora come si fa?
Allora, dico io concludendo il primo vero post sconclusionato dell’anno, allora succede che nelle cose umane, tenetevi forte: non esiste il bianco e il nero. Uao, questa sì è una conclusione impattante, un’idea originale.
Però insomma, mi fa bene ripeterlo, ehm, ad alta voce a quella signorina stronza. Perché poi, tra l’altro, quando si scende a dover fare qualcosa di concreto, quando c’è una scelta sul fare immediato, avendo a che fare con un essere umano, lì, insomma, mi par d’essere più sicuro.
Guardo in faccia le idee e non afferro nulla.
Guardo in faccia le persone e capisco tutto.
Beccati questa, signorina stronza.
By the way, che ci fai alzato a quest'ora? E' il mobilificio che ti tiene sveglio?