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Della natura delle idee

Ho appena visto il video dell’intervento di ‘quel pubblicitario’ alla Blogfest di quest’anno. E poi ho letto il commento di ‘quel blogger’ che gli dà in pratica del cretino. E devo dire che sono soprattutto i commenti scandalizzati a casa del secondo che mi mettono a disagio.

Intendiamoci: se il pubblicitario s‘è incazzato per le critiche e ha chiamato il blogger per minacciarlo ci ha fatto la figura dello sfigato: non ci piove. Ma è sul merito dell’intervento all’AdvCamp che mi piacerebbe spatafiare un po’ anche a me.

La tesi che il pubblicitario famoso (intendiamoci: famoso nell’ambiente) ha espresso nel suo intervento era che l’attacco alle torri gemelle sia stata un’idea della madonna. Aveva anche chiarito che ovviamente si lasciava consapevolmente da parte l’aspetto etico della faccenda.

Io, che lo conosco di vista e anni fa ci ho pure fatto un colloquio (e sono quasi parente della sua fidanzata, ma questo non lo sa nemmeno lei), non lo trovo simpatico e credo che finirei per avere dei problemi a lavorarci insieme, ma sulla sua tesi sono perfettamente d’accordo. L’attacco alle torri gemelle è stata un’idea della madonna.

E’ che bisogna mettersi d’accordo su cosa è un’idea. Un’idea è quell’insight improvviso che risolve in un colpo solo (e di solito sorprendentemente anche per chi lo vive) un problema. La visione di una soluzione, fatta e finita, pronta all’uso.

L’equazione in fisica delle particelle che sfugge da anni, l’intuizione per il progetto di un palazzo o per decrittare il codice enigma sono degli esempi prestigiosi, ma esistono anche i minuscoli insight di ogni giorno: con cosa riesco a cucinare gli avanzi che ho in frigo? Cosa regalo alla cugina che non vedo mai? Come accompagno il figlio a nuoto e la figlia a danza passando dal mercato per fare la spesa?
Tutti abbiamo piccole idee per risolvere piccoli problemi. Alcuni hanno anche grandi o grandissime idee. Ci sono quelle che vengono dopo un processo razionale e non ci sorprendono, ma ci sono quelle (e sono i veri insight, le vere idee) che arrivano inaspettate mentre non ci stiamo pensando.

Insomma: i problemi che un insight risolve sono infiniti, e la moralità non c’entra un bel niente. Se si parla di idee in un mondo astratto, in generale, io credo che abbia senso paragonare una campagna di pubblicità col problema di organizzare un attentato al cuore della nazione più potente e militarizzata del mondo.
Quelli hanno avuto un insight che risolveva il problema: ‘come ottenere la massima copertura mediatica possibile nell’attaccare al cuore la nazione che consideriamo nemica.’ Ci sono riusciti benissimo. E sono pazzi da legare e nemici dell’umanità, va bene, mica lo si discute.

Ma quando leggo i commenti a quel post io mi sento a disagio perché c‘è pieno di persone che si stracciano le vesti indignate, urlando che bisognerebbe schiaffeggiare questo personaggio una volta per ogni vittima dell’attentato, e così via. Commenti, per come la vedo io, fuori dal mondo indipendentemente dalla simpatia che ispira il personaggio (a pelle poca, lo ammetto.)
Mi sembrano —ma magari sono io— quei commenti facili, da benpensanti che non sbagliano mai perché non osano mai, da quelli che la moralità innanzitutto. Sono gli stessi che poi scrivono ai giornali per lamentarsi che gli spot sono diseducativi, perché si aspettano che la TV debba educarli, evidentemente.

Da noi si sta davanti alla tv (ma anche a internet, eh?) come si sta a tavola: aspettandosi le buone maniere e la conversazione civile, il non mettere in discussione l’ospite e il far buon viso a cattivo gioco. Beh svegliamoci: la provocazione va applaudita perché fa se non altro pensare! Basta con la certezza del giusto, del buono e del corretto, fanculo ai gattini che sorridono e sprizzano bontà da orrendi powerpoint con le gif animate! C‘è bisogno di idee, cazzo.
E poi di solito nella storia quelli che più chiamano in causa la moralità sono i primi che quando ce l’hanno di fronte non sanno riconoscerla.

Macubu -   - 16. settembre 2008, 16:10
  1. set 16, 16:55
     

    CLAP CLAP.
    E’ la stessa cosa che ho provato anche io: commenti assolutamente deliranti da parte di persone che in genere trovo parecchio intelligenti.
    Il problema è che non hanno capito il discorso fatto da Pubblicitario Famoso. E niente, a spiegarglielo ormai è tardi: sono partiti lancia in resta.

  2. set 16, 18:14
     

    Concordo (anche se mi sono perso i commenti dal “blogger famoso”).

    Unleash the idea.

  3. FT
    set 16, 18:50
     

    guarda il punto è che definire l’11 settembre una campagna di comunicazione è decisamente opportunista: la costruzione delle piramidi è una campagna di comunicazione? l’omino riporta al suo mestiere delle cose che pre-esistevano al suo mestiere, le cui intenzioni ed effetti travalicano gli scopi cui vuole ricondurli. poi per il resto il fatto che sia stato un momento “iconico” e interessante non ci sono dubbi.

  4. set 16, 18:53
     

    Beh, non ci conosciamo… ho scritto prima di leggere via feed queste tue righe. E, finalmente, leggo qualcosa in linea con quello che ho scritto io. :)

  5. Neko
    set 16, 22:27
     

    OK, a parte ‘ste cagate da pubblicitari di grido (che poi, Cristo, io preferirei suicidarmi), ma la Lucarelli mica si zompava il figlio di Pappalardo? Non si parla più di gossip, qua dentro? È molto più interessante.

  6. set 17, 01:08
     

    non avevo letto questo post ma sono assolutamente d’accordo, l’attentato è stata un’idea geniale.

    Pure a me hanno stupito i commenti sul blog di MCC, nella stragrande maggioranza contrari a quest’idea. E la cosa preoccupa perché i blogger di MCC dovrebbero essere anche, in buona parte, dei comunicatori.

    Che però non riescono a distinguere l’idea “pubblicitaria” dell’attentato alle Twin Towers dall’aspetto etico-ideologico… Mah

  7. set 17, 01:17
     

    http://www.macchagraphic.com/blog/altri-blog/idee/2008/09/17/

  8. set 17, 06:02
     

    Fermi tutti: il tema era la creatività, e farci entrare le Torri Gemelle è un po’ dura. E poi uno come Gitto non ha trovato un modo migliore per catturare l’attenzione della platea? La provocazione, ed in generale tutta la presentazione non mi sono sembrate molto creative…

  9. Stan
    set 17, 16:54
     

    Io penso soltanto che la provocazione di quel pubblicitario non sia stata così originale. E’ arrivato buon ultimo a dire che “l’11 settembre è un’idea di comunicazione della madonna”. I veri esperti di comunicazione l’hanno ripetuto in tutte le salse dal 12 settembre 2001. Tanto per dire, Baudrillard ci ha anche scritto anche un libro (Power Infernos). A differenza dell’“evento 11 serrembre”, l’idea di tirarlo fuori come esempio di creatività (7 anni dopo) non è per niente creativa. Tanto più che mi puzza tanto di pubblicitario che vuol fare il trasgressivo. Scegliendo una provocazione trita e ritrita, e sfoggiando un’accoppiata giubotto-capelli discutibile. E anch’essa in ritardo di almeno 4 anni.

  10. ubu
    set 17, 17:05
     

    Stan, guarda che se continui così scrivo come ti chiami e ti sei giocato una (un’altra!) agenzia. ;-)
    Comunque il punto di questo post non era ovviamente discutere sulla provocazione in sé, che appunto non è nuova (anche Baricco aveva scritto su repubblica tutto un articolo sulla ‘bellezza’ dello spettacolo delle torri che crollano.) Quanto esprimere il mio disagio davanti alla pioggia di commenti scandalizzati.
    Bon, adesso voltiamo pagina: quando mi inviti a pranzo?

  11. set 17, 18:58
     

    Noi l’idea dell’11 settembre l’avevamo proposta a Tele2 molto tempo prima. Poi il cliente ha scelto i portafogli che cantavano.

  12. set 17, 19:57
     

    ciao fiottolino

    mi vuoi dire che avevate concepito l’attentato prima dell’11 settembre? sei un mostro , non sei più mio amico!

    g

  13. set 18, 11:13
     

    Ahahha, Fiottolino sei sempre così avanti!
    Vabbè riguardo all’intervento del “pubblicitario” (che a me a pelle non mi è mai piaciuto e vedo che ho anche ragione)come dice Stan ha scelto una strada semplice semplice per catturare l’attenzione della platea, forse per rincicciare la modesta presentazione che non ha raccontato niente di nuovo, tanto meno di creativo.

  14. set 18, 18:01
     

    niente di nuovo. se hai tempo da perdere leggiti i 90 commenti indignati a questo post del 2004.

    http://www.macchianera.net/2004/07/03/11-settembre-come-arte/

  15. carla
    set 19, 11:36
     

    Mi sembra che qui ci sia un’altra visione, moderata.

  16. set 19, 12:12
     

    ecco detto bene pubblcitario non “creativo”, la creatività è per fortuna ben altra cosa..
    Bin Laden non ha cambiato la storia con un’idea della madonna, ma con un crimine, tutta qui la differenza tra creativi e terroristi…
    sarebbe bene tenerlo presente…
    eleggeranno Bin Laden miglior creativo di tutti i tempi? naturalmente indipendentemente dal valore etico…
    chicca

  17. Robbe
    set 20, 13:59
     

    Non vedo differenza tra le affermazioni di questo personaggio e l’opera di alcuni artisti che insudiciano l’acqua delle fontane storiche. Rassegnamoci a chiamare arte anche questa: quella di salire in cattedra e di sculettare a mo di velina.