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il blog di ubu

Biblioteca galleggiante

Come ogni estate, anche questa s‘è portata dietro il suo buon carretto di libri.
Il primo e più formidabile è stato Il sogno della camera rossa: il classico mattone che fa venir voglia ai miei amici di schiaffeggiarmi quando me lo vedono in mano.

Image of Il sogno della camera rossa

Sono mille pagine di romanzo classico cinese: su ibs.it c‘è la recensione:

Un libro che nella Cina del 1765 riuscì a raccontare l’amore tra gli adolescenti; un libro che mise in scena idee che fondono pietre per riparare la volta celeste, fiori che promettono di restituire in forma di lacrime l’acqua con la quale sono stati coltivati, bambini che nascono con in bocca una giada. Questo libro, considerato uno dei massimi capolavori della narrativa cinese della dinastia Ching, è “Il sogno della camera rossa”. Con i suoi circa 450 personaggi che ruotano intorno al destino di Pao-yu, di sua cugina Tai-yu e di Po-ch’ai, in un mulinare continuo di sortilegi che attingono alla tradizione taoista, al sogno e all’allegoria metafisica, questo libro enciclopedico e commovente è un esempio di narrazione unica nel suo genere.

E’ un buon modo per dare una prima idea di cosa sia questa storia, questa minuziosissima descrizione della vita di due corti principesche di Pechino. I riti quotidiani, la gestione della casa, le liti fra e con i servi, le amicizie e inimicizie, gli sgarbi, i sotterfugi, le mille dinamiche che si sviluppano ogni giorno in una grande casa piena di donne e che dalle donne è diretta sono la cosa che colpisce di più. Al centro di questo gigantesco carosello c‘è un ragazzino adolescente, un personaggio problematico: allevato fra fanciulle, ama solo le fanciulle e l’innocenza che portano con sé, rifiuta di crescere, rifiuta il mondo maschile e adulto, e la carriera di funzionario che gli adulti hanno già preparato per lui. Un eroe riluttante, un eroe suo malgrado che sembra davvero assai moderno per un romanzo di quell’epoca. Un’altra cosa che colpisce è il percorso della storia, che progredisce quasi senza parere, in mezzo a divagazioni di ogni tipo: un percorso quasi a serpente (o meglio, a dragone) che va avanti con lentezza. Straniante per noi occidentali che siamo ormai abituati a storie in cui tutto quel che succede ha un posto e un senso precisi ai fini della trama. Qui succede come nelle antiche case cinesi, dove non era ammesso avere una porta d’ingresso e una d’uscita che si fronteggiassero immediatamente: il percorso è sempre tortuoso, e trova nel labirinto il proprio senso.

Due note dolenti di questa edizione BUR: la traslitterazione dal cinese non è in Pinyin (che va oggi per la maggiore, ed è usata in tutto il mondo) e almeno per me risulta così più difficile da pronunciare, e l’altra è che interi capitoli –TUTTI gli ultimi 40, per dire– sono riassunti anziché tradotti per intero. Un esempio di paternalismo editoriale davvero odioso.

Un altro libro cinese è stato questo:

Image of What Does China Think?

Cosa sappiamo davvero di che tipo di società vuol diventare la Cina? Quali idee ispirano i suoi cittadini? Sappiamo dare un nome ai neo-con e alla destra religiosa americana ma non sapremmo nominare scrittori, pensatori o giornalisti cinesi: che futuro sognano per il loro paese, o per il mondo? Poiché l’avvento della Cina—come la caduta di Roma o dell’impero britannico—echeggerà per generazioni a venire, queste sono domande che sempre più dobbiamo porci. Mark Leonard ci chiede di dimenticare tutto quel che sapevamo sulla Cina e cominciare da capo. Presentandoci i pensatori che stanno dando forma al grande futuro della Cina, ci spalanca un mondo nascosto di dibattiti intellettuali che stanno guidando una nuova rivoluzione cinese e cambiando faccia al mondo.

In effetti il libro fa riflettere. Mark Leonard è direttore esecutivo del European Council on Foreign Relations, “the first pan-European think tank with offices in Berlin, London, Paris, Sofia (opening soon in Rome and Warsaw)” un’istituzione di cui non sapevo niente, ma che a leggere sul loro sito è sostenuta da: “the Soros Foundations Network, Sigrid Rausing, the Spanish foundation FRIDE (La Fundación para las Relaciones Internacionales y el Diálogo Exterior), the Italian UniCredit Group, and the Bulgarian Communitas Foundation.” Quindi c‘è di mezzo anche UniCredit. Mah. Comunque sia, la prima cosa che Leonard dice è che nel corso della sua vita poche cose saranno davvero ricordate nella storia, e l’ascesa della Cina sarà la più grande e la più importante. E’ un gigantesco evento che sta succedendo qui e ora, e ci coinvolge tutti, volenti o dolenti.
La cosa su cui apre gli occhi Leonard è il grande spiegamento di forze che le autorità cinesi stanno schierando sul campo della riflessione ideologica. Sono lontani i tempi, dice lui, in cui Mao prendeva decisioni sul futuro della nazione da solo o con la moglie: ora i processi decisionali coinvolgono centinaia di persone, e avvengono dopo attenti studi. Studi che coinvolgono, in scala con i numeri cinesi, think-tank di migliaia di persone. Mi ha un po’ aperto gli occhi, devo dire. E se vi fa paura la Palin, credetemi: i neo-con reazionari cinesi sono molto più pericolosi.

Poi è stato il turno della mia scrittrice preferita:

Image of Sandcastle

The sandcastle riprende i soliti temi cari alla Murdoch: l’ipocrisia del vivere contemporaneo, l’amore come forza dirompente e il suo strano mistico collegamento con le forze della natura. Il tutto condito da un lieve, ironico tocco di magia. Non solo m‘è piaciuto tanto ma mi ha ricordato quanta distanza ci separa da quei tempi. Altro che i romanzi di successo di oggi: qui c‘è una storia lieve dove sembra non succedere niente e che invece è profondissima e si presta a essere letta su molti livelli. Un tipo di scrittura così è difficilissimo incontrarla oggi.
Della Murdoch avevo già parlato due volte.

Siccome poi ogni luogo ha già in sé i suoi libri, in qualche modo, Ginostra mi ha regalato una piccola, divertente favoletta:

Image of Il primo che sorride

Per carità, niente di trascendentale, ma è una di quelle storie che mettono alla prova la mia totale prevedibilità di comportamento: qui una bimba curiosa, impulsiva e assai poco paurosa del mondo degli adulti fa cose pericolosissime e inimmaginabili come prendere un autobus di notte da sola, seguire perfetti sconosciuti nelle loro case e così via. Tutte robe che a leggerle mi si attorcigliano le budella e mi sorprendo a pensare: ‘No! Non farlo!’ Terribile e quindi delizioso, come direbbe il solito Oscar Wilde: —Oh, che orribile suspence! Speriamo che duri!—

Cosa c’entra Ginostra? E’ che durante una stramba festa notturna, alla luce fioca delle candele, un tizio mi chiede se è la prima volta per me sull’isola. Rispondo di sì, chiacchieriamo, e nel corso della serata vien fuori che si chiama Martino Ferro e che di lavoro scrive. Non solo, ma la persona che per prima mi parlò di Ginostra e mi fece venire voglia di visitarla la scoprì grazie a lui, che ne fu il fidanzato per qualche tempo. Piccolo il mondo.

E voi, che vi siete letti?

Macubu -   -  9 settembre 2008, 15:34
  1. Dunque,
    nell’ordine:

    - Paura della matematica – Cosa (non) amare – India per signorine – Le mie cose

    a metà: – Gli interessi in comune
    e un altro libro di cui neanche ricordo il titolo (annamo bene, annamo)

    Si, lo so.., impegno ZERO
    ma avevo veramente bisogno di insalatine leggere,
    non di polpettoni.

    Spero la tua reputazione nei miei confronti sia rimasta
    pressoché immutata.

    Simon

    09/09/2008 17:58
     

  2. Estate pigra da best seller, tranne per
    “Il Dilemma dell’Onnivoro”, suggerito da te. E ti devo davvero ringraziare.
    “Piccoli Suicidi tra Amici” di Arto Paasilinna. Ulteriore conferma del fatto che Nick Hornby è un copione.
    “Quella Sera Dorata” di Peter Cameron.
    “Firmino” di Sam Savage, che non ero riuscito a leggere durante l’anno.
    “L’Eleganza del Riccio”, che sarà anche un best seller ma è proprio fico.
    E ora, anch’io ho “Paura della Matematica”.

    Stan
    09/09/2008 19:16
     

  3. Stan, ma sai che a me L’eleganza del riccio non è piaciuto per niente?

    Simone: l’estate non è il momento giusto per l’impegno, ci mancherebbe!

    ubu
    09/09/2008 20:21
     

  4. Ubu concordo.
    Quel libro è una pinza per le prime 150 pagine..
    solo verso la fine ti coinvolge un po’.
    Ma solo un po’.

    10/09/2008 09:55
     

  5. Nati due volte – Pontiggia (che bello leggere in italiano!)
    Tristi tropici – Lévi-Strauss
    Un cabinet d’amateur – Perec
    E poi solita malloppata di testi sul design.

    Anch’io penso che l’eleganza del riccio non sia niente di che.

    10/09/2008 11:40
     

  6. Letture estive, non tutte vacanziere:
    Il vangelo secondo la scienza – P. Odifreddi. Un po’ mattone, mi aspettavo un’analisi più incisiva sulle incongruenze presenti nei testi sacri.
    Guida galattica per gli autostoppisti – D. Adams. Ebbene sì, ho colmato una delle mie infinite lacune ;)
    Il mondo infestato dai demoni – C. Sagan.
    Quella stronza del mio capo – C. Bridie. Questo mi è stato regalato, al ché ho pensato che forse ogni tanto parlo troppo, e male, di alcune cose del mio lavoro. Ma tant‘è. Il libro è veramente brutto ma è stato consolatorio: c‘è di peggio al mondo rispetto a quello che ho visto e vedo in ufficio :)

    10/09/2008 20:54
     

  7. ti amero’ per sempre di P. Angela

    15/09/2008 17:14