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Polaroid di un matrimonio

Al centro della foto ci sarei io, in completo grigio scuro e cravatta lilla, sdraiato su un prato perfettamente rasato che degrada verso una piscina. E’ notte. Contro lo sfondo luminescente dell’acqua illuminata dalle luci sommerse si stagliano sguazzando le sagome degli ospiti: alcuni sono vestiti di tutto punto, altri a metà, altri in mutande. Qualcuno è volato in acqua con l’asciugamano ancora in vita, qualcuno c‘è stato spinto vestito. Li vedi nelle pose più strane perché stanno ballando. La foto non comunica il basso ritmato e assordante intorno alla piscina, ma se guardi oltre la vasca, oltre il gruppo di invitati lungo il bordo vedrai il gazebo dove un dj esagitato mixa i suoi dischi. Più in su, sulla terrazza in alto, sventolano gli ombrelloni bianchi sotto i quali, qualche ora prima, al sole, abbiamo preso l’aperitivo.

Sulla mia faccia è dipinta un’espressione sorpresa, divertita. Ma prima di seguire il mio sguardo e scoprire il motivo di quel divertimento, non puoi non notare il panorama oltre il parapetto della fascia di terreno: è una grande valle che si apre sul corso dell’Arno, pozzanghera scura e indistinta sul fondo. Sulla destra, appena dietro il crinale che chiude la valle, si intravede, leggermente illuminato, il cupolone di Santa Maria del Fiore coi suoi costoloni bianchi. E’ una vista che affascina, volenti o nolenti.

In basso, proprio dove c‘è il trampolino, si svolge la scenetta che diverte tutti noi, sdraiati vicino al bar con un bicchiere in mano: c‘è una ragazza in volo. E’ un’invitata straniera, forse tedesca, o magari anche più nordica, comunque esotica nel suo biondeggiare sano e rubizzo. Indossa un abito leggero rosso fuoco e tacchi appuntiti. Gli stessi tacchi con cui s‘è arrampicata brilla e instabile sul trampolino, s‘è data lo slancio un paio di volte e s‘è gettata verso l’acqua. Questa polaroid fotografa perfettamente il matrimonio e soprattutto questa festa che comincia giusto ora a degenerare. Il vestitino rosso sventola per un momento nel suo volo, i tacchi puntati verso l’alto sembrano due antenne in cima alle drittissime gambe, le mani protese in avanti sfiorano già la superficie. Fra un attimo sparirà sott’acqua, con un leggero pluf! che la musica assordante ci lascerà solo immaginare.

Macubu -   - 14. luglio 2008, 19:17
  1. lug 14, 19:25
     

    Ti sei sposato?
    :)

  2. ubu
    lug 14, 23:52
     

    Per carità, ero solo invitato!

  3. lug 15, 01:57
     

    Non si sa mai… ci hai stupito molto negli ultimi mesi :D

  4. lug 15, 12:28
     

    Si puo’ avere il numero di telefono della tedesca?

  5. Stan
    lug 16, 18:22
     

    Di’ che come stile non ti sei ispirato all’incipit (anzi, alla prima parte) di Underworld. Dillo, dai dillo.

  6. ubu
    lug 16, 20:44
     

    Stan, sei pazzo? Tutt’al più a Perec, ma proprio proprio proprio volendo esagerare. DeLillo è dio.