Qualche giorno fa ho speso un po’ di soldi online (strano!) per regalarmi questo fantastico libro:
Nel ristretto milieu dei designer di copertine di libri Chip Kidd è un po’ la star assoluta, il nome famoso, l’outsider che è finito per diventare l’establishment, lo scoglio da superare per riuscire a innovare ancora. (Per dire: date un’occhiata a questa, una delle più recenti…)
Pensavo che Book One sarebbe stato il solito libro di grafica interessante da sfogliare quando stai cercando un’idea o un’ispirazione. Invece lo sto leggendo con divertimento pagina per pagina: mi appassiona.
Le grandi illustrazioni, le foto di oggetti e memorabilia vari che lo riempiono non tolgono spazio al testo che li accompagna e che spiega nel dettaglio come ogni singola copertina si è venuta creando, raccontando allo stesso tempo la molto americana storia di un ragazzino che arriva a New York a 23 anni, si mette a lavorare di brutto e ce la fa. E come ce la fa. Il fatto che il libro sia scritto così bene, con un tono di voce ironico e divertente non stupisce sapendo che il nostro, non contento di aver vinto qualunque premio di grafica internazionale, s‘è messo pure a scrivere. L’ultimo dei suoi romanzi si chiama The Learners e mi sembra di averne letto bene. Bastardo.
Book One costa solo 30 euro (niente, per un libro di grafica di grosse dimensioni): io l’ho preso da ibs.it. Caldamente consigliato.
[Un piccolo commento a parte: in America una casa editrice come la Knopf pubblica i suoi libri dando a ognuno un’immagine completamente diversa e strettamente legata al testo, permettendo ai designer di cambiare persino il logo per adattarlo al linguaggio della singola copertina. Da noi le case editrici spendono un decimo di quei soldi per creare un’immagine singola per tutta una collana e poi tutt’al più la adattano cambiando una foto. Che povertà. E che sfiducia nei confronti del lettore.]
davvero. è deprimente. non so perché ma queste cose le trovo deprimentissime sul serio, molto di più delle brutte notizie dei giornali.
Per me è stata una rivelazione! Quando devo disegnare copertine di libri, lo sfoglio sempre in cerca d’ispirazione.
Dopo aver scoperto Kidd, sono diventato anche un collezionista/lettore dei suoi lavori. Confesso che lo preferisco designer piuttosto che scrittore: ho trovato The Cheese Monkeys un po’ a faticoso (ma sarà che non amo molto leggere in inglese).
Per fortuna non lavoro in Italia: quando devo disegnare una copertina, ho molta libertà. Ma il logo non si tocca.
ottimo. così ho scoperto che è uscito l’ultimo di Burroughs! Corro in Feltrinelli International