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Scusi, saprebbe dirmi la strada?

Quando si tratta di dar consigli agli altri sono sempre in prima fila. E non, credo, perché sono impiccione, anche se forse alcuni la penseranno altrimenti. Ma perché viste da fuori le aporie degli altri mi paiono sempre tanto più semplici delle mie.
Ovvio, spesso non ci azzecco per nulla, ma se gli amici riescono sovente a essere utili è proprio perché in generale, da fuori, i labirinti in cui ci dibattiamo sono perfettamente leggibili, e l’uscita è proprio lì davanti, così evidente, così facile da trovare. E gli amici si stupiscono di vederci invece prendere quella strana curva a destra e infilarci daccapo nel ginepraio assurdo in cui c’eravamo avviluppati, e ridar ancora una volta la stessa testata nello stesso muro, che ne porta il segno.
E in fondo solo un amico potrebbe esser cosciente di questi errori e continuare a esserci vicino, a sopportarci, ben sapendo che a sua volta anche lui spesso s’infila negli stessi corridoi senza uscita da cui l’amico è già più volte venuto a trarlo d’impaccio.
Così ogni tanto mi ritrovo, come stasera, a camminare per la città, stretti naso e bocca dentro la sciarpa, le spalle in tensione a proteggermi dal freddo e mi pare di non sapere chi sono, e cosa voglio, e dove vado. Ed è quella stessa gelida sensazione che conosco così bene. Come se potessi guardarmi intorno e dire: io qui sono già stato. E anche la scorsa volta ho perduto la strada.
Hai un bel daffare a segnarti la direzione giusta, ad ammonticchiare pietre che ti indichino, la prossima volta, la via. Basta un niente, una pianta cresciuta, un leggerissimo cambio di prospettiva ed ecco: quello snodo, quell’incrocio che tante volte ti ha già fatto perdere la bussola torna a essere nuovo, estraneo, disorientante. E un’altra volta ricominci a cercare.
Con il rassicurante sospetto, per di più, che l’uscita del labirinto in cui ti aggiri oggi sia solo l’entrata di un labirinto più grande il quale a sua volta è solo la casella di un altro labirinto, e così via all’infinito, in quell’interminabile cercare soluzioni e alternative che in fondo ci dà un senso e che per comodità chiamiamo vita.

Macubu -   -  8 gennaio 2004, 08:34
  1. volgare Venerdi ci sei?
    08/01/2004 08:50
     

  2. Direi proprio che non sei in uno dei periodi più belli della tua vita. Ti capisco bene sai. Sono stato anche io in un labirinto che mi stava uccidendo. Persa la strada la bussola il senso, tutto insomma. E poi è successo qualcosa. Qualcosa di talmente grosso che ho dovuto per forza attraversare le siepi per uscire dal labirinto. Dovermi occupare degli ultimi mesi di vita della persona per me più importante in assoluto mi ha costretto a non concentrarmi più su quanto fosse difficile scegliere la strada. Dovevo uscirne perchè Lei aveva bisogno di me. Ne sono uscito, malconcio, a pezzi, svuotato...ma ne sono uscito. Ho ricominciato da capo, con umiltà; quell'umiltà che mi è sempre mancata, oppressa ed offuscata dal mio narcisismo ed egoismo. Ed ora che Lei non c'è più capisco cosa voleva dire quando mi guardava fisso negli occhi in quegli ultimi minuti di vita e con un filo di voce mi diceva di non piangere xchè lei sarebbe stata sempre accanto a me, avrebbe vegliato su di me perchè non mi potesse succedere niente di male. La morale è proprio questa: anche se è inverno ed il freddo ti costringe ad avvolgerti in una sciarpa di lana e le spalle ti fanno male perchè l'aria pungente ti fa comprimere i muscoli, anche se ti senti solo ..........in realtà tutto scorre ed il sole tornerà a farti indossare vestiti leggeri e qualcuno ti starà vicino per farti sentire che non siamo MAI soli. Capirai che quel labirinto lo hai creato tu, perchè vivere è difficile ed arrivati ad un certo punto il futuro ci fa paura. Saremmo dei cretini se non fosse così. Ed a questo punto, che il mio archivio di retorica non sa più dove scavare per cercare un modo per aiutarti a stare meglio voglio solo dirti che c'è un sacco di gente qui dentro che ti stà respirando attorno, e che non puoi non sentire chiaramente che la temperatura si stà gia alzando un pò....... buona notte ubu. ...........buona notte.
    anonimo ?
    08/01/2004 10:32
     

  3. biblico, direi. cosa hai fatto a capodanno.
    08/01/2004 22:23
     

  4. beh...mi hai dato l'indirizzo del tuo blog e mi sono precipitata a leggerti (curiosa che sono...) però dal leggerti al lasciare un mio commento... ci passa l'oceano in mezzo...ed accomi...stupisco anche me! Solo poche parole (quelle che l'ufficio mi permette di scrivere...) avevo dimenticato quanto sei vero e intenso...certe cose che hai scritto mi hanno commosso (ti svelo un segreto:le vecchiette piangono per nulla...)altre mi fanno sorridere...comunque sei sempre TU! Resta sempre così come sei ke vai forte ...(verso cosa, però ...nn te lo so proprio dire...) a presto?
    GemoniacaPresenza
    08/01/2004 23:00
     

  5. macubu hai scritto un post molto bello. davvero. grazie.
    09/01/2004 03:20