Bah. Siamo di nuovo qui.
Il solito corridoio, il piacere (e il dispiacere) di rivedere le solite persone, il ritrovarsi immersi nelle solite dinamiche. Niente di nuovo, in questo ripiombare nel lavoro, e in fondo è sempre così. Mica ci aspettavamo chissà cosa, chissà quale rivoluzione. Però.
Comunque sia è la fine di questi giorni vuoti, svagati, con sveglia all’una e pranzo alle cinque del pomeriggio. Giorni piacevolmenti incolori e inconcludenti.
Raccontavo giusto ieri sera agli amici che nel mio ufficio le macchinette sono gratis: vai lì, premi il bottone e la schifezza ipercalorica scende giù. Beh, tutto questo sta per finire. Non nel senso che le cose non saranno più gratis. Nel senso che proprio non avremo più le macchinette. Un’altra delle mille cose che vengono tagliate qui sul lavoro.
Farà bene al mio fegato, e male al mio umore.