La vita istruzioni per l'uso - article - Testa e coda

il blog di ubu

Testa e coda

Sono le diciassette e venti di sabato, sono nella corsia centrale della Serravalle Scrivia diretto a Milano e viaggio a centotrenta. Non ho macchine intorno, le prime sono un bel po’ dietro di me.
Improvvisamente, qualche centinaio di metri più avanti, due auto impazziscono. Una familiare grigia in corsia centrale svirgola di colpo verso destra e urta un SUV blu, che sbanda senza perdere il controllo.
La familiare rimbalza in mezzo alla carreggiata, e comincia a ruotare su sé stessa scivolando sull’asfalto, attraversa tutte le corsie verso sinistra, colpisce il guard-rail, schizza a razzo di nuovo verso destra centrando ancora una volta il SUV blu che stava rallentando, spingendolo contro il guard-rail. Dopodiché si ferma, con il muso in avanti, nella carreggiata centrale. Il SUV rallenta e si ferma in corsia di emergenza. La familiare lo raggiunge e anch’io, con le gambe che mi tremano, faccio lo stesso.
Intorno le auto danno un’occhiata curiosa e poi continuano come niente fosse.
Nei pochi secondi in cui tutto questo è successo io sono stato incredibilmente freddissimo: pedale del freno a tavoletta, 4 frecce, mano sul cambio e giù di marce, il più veloce possibile.

Quando siamo fermi spengo la radio, un po’ scosso. Scendo, il tipo della familiare mi viene incontro: ha l’aria colpevole, sulla faccia una smorfia di paura, di scuse, di shock. “S‘è fatto male?” Invece di rispondergli gli chiedo: “Ma che è stato, colpo di sonno?”… “No, mi sono distratto un attimo, non ho capito…”
Poi guardo dentro la familiare: davanti c‘è seduta la moglie che guarda avanti, evidentemente scombussolata. Dietro, legati ai loro seggioloni, ci sono due bimbi che mi guardano curiosi succhiando tranquilli il loro ciuccio.
Quando li vedo mi sale una specie di stranguglione alla gola, porto le mani alla faccia e aggredisco il tipo: “Ma lei ha due bimbi in auto?! Due bimbi? QUALUNQUE cosa lei stesse facendo, beh questo le serva di lezione!! Lei non si rende conto: io la stavo dando per morto, lei e quell’altro! Morti! Potevate essere morti, adesso!” Mi allontano verso la mia macchina per prendere il giubbotto fosforescente e dei biglietti da visita da lasciare: sono l’unico che ha visto tutto.
Quando mi avvicino al tipo del SUV, lui sta uscendo dalla macchina: è un quasi cinquantenne milanesotto dall’aria concreta, con gli occhiali che scendono sul naso: “Ah, lei ha visto tutto? Bravo, perché io non ho capito un cazzo!”
Quando il padre di famiglia arriva con i fogli blu, l’adrenalina gli scende e di colpo si mette a singhiozzare… si appoggia al guard-rail e per un attimo si copre gli occhi con la mano. Intanto io e quell’altro compiliamo il foglio, poi il milanesotto mi fa spostare dietro l’auto: “Mettiamoci qua: il presidente e il direttore commerciale della mia azienda son morti così sotto un tir, mentre facevano ‘sta roba.” Lo racconta con lo stesso tono con cui tu diresti “io il caffè lo prendo macchiato”. Meno male che non c‘è da discutere, né molto da dire. Lascio i miei biglietti da visita, e risalgo in macchina.

Ripartendo, nella testa si scatenano i se:
se fossi stato più vicino
se avesse urtato me
se invece di schizzare verso destra metti che fosse partita indietro, verso di me..
Se, se, se.
Poteva essere una strage. Come al solito, su questa maledetta A7.

Macubu -   -  3. febbraio 2008, 21:22
  1. feb 4, 01:17
     

    fiuuu…mi hai fatto spaventare. meno male.

  2. feb 4, 10:46
     

    E se al posto di quel padre di famiglia ci fossi stato tu, a non sapere come mai a un certo punto è successo quel che è successo?
    Magari avevi solo cambiato il canale dell’autoradio, o ti sei girato un secondo esatto per parlare con un amico. E l’auto svirgola e non sai perché, e pensi di morire, e pensi a chi sta in macchina con te, e pensi che è colpa tua.

    Poi arriva uno che non è rimasto neanche coinvolto nell’incidente, ma ha semplicemente visto tutto, e ti urla contro.

    Non deve essere stato piacevole. Per lui.

  3. feb 4, 12:59
     

    Io non ho urlato. Ero solo un po’ scosso.

  4. feb 4, 13:48
     

    Gatto Nero: per dire il mondo alle volte. Il tizio che ho aggredito mi ha appena richiamato per sapere di nuovo meglio com’era andata e allora poi alla fine mi sono anche un po’ scusato di averlo aggredito. Lui invece: “Eh sì sì io ho proprio presente la sua faccia in quel momento, grazie, guardi…”
    M’ha fatto capire che ci stava tutta…

  5. feb 4, 14:09
     

    Sì sì, non dico non ci stesse. Non dico non fosse comprensibile. E non dico che il tipo potesse dire alcunché, o lamentarsi per la tua reazione.

    Il punto è che non ne andrei fierissimo, mettiamola così. È stata una reazione umana e comprensibile, ma mi sono messo un attimo nei panni della persona in questione.

    Non so… Ho troppa fame per spiegarmi meglio. Magari io mi sarei comportato diversamente, mettiamola così.

  6. Stan
    feb 4, 17:02
     

    Sì, eri scosso, ok, reazione giustificabile. Però anche lui era giustificabile se ti tirava una capata.

  7. feb 5, 17:53
     

    CHE FREDDEZZA LA TUA, MAKKI!!!

  8. Luca
    feb 7, 17:16
     

    cambia strada