La vita istruzioni per l'uso - article - Saying goodbye

il blog di ubu

Saying goodbye

Si affaccia alla porta dell’ufficio: – Ciao ragazzi, volevo salutarvi.
Lo guardiamo in silenzio. Lui allarga le mani: – Eh, m’han dato la lettera oggi pomeriggio. Vabbè, dai, buone feste, eh?
E’ un altro dei licenziati. Tutti i dirigenti son stati fatti fuori, tutti i contratti a tempo scadono oggi. Questa settimana è stata uno stillicidio di saluti, gente che piange o che trattiene le lacrime, abbracci, valige e scatoloni pieni di cose che vengono infilati negli ascensori per sparire per sempre. I due uffici vicino al mio sono vuoti, i computer spenti al loro posto, le scrivanie pulite come non fossero mai state usate.
C’è chi ha trovato un posto migliore, chi semplicemente è stato messo fuori, chi, come la mia dirimpettaia, sta per dire di sì a una proposta accettabile, anche se a Roma. Io per ora ho raccolto solo un po’ di promesse.
Il bello è che qui mi vorrebbero, vengono pure a dirti: adesso rilanciamo, vedrai, ora è il periodo migliore. Ma come si fa a voler restar qui, con queste orrende vibrazioni negative che emanano da tutti i muri?
Oggi sono davvero triste. Ma proprio triste. Le e-mail di saluti si susseguono, tutti che ringraziano i colleghi, il tono è spigliato, ma si sente la depressione.
Dicono che il dottor Jung quando uno dei suoi pazienti perdeva il lavoro festeggiava con lo Champagne: è un momento di crisi positiva. Sarà, ma prova tu a dirlo a un collega di 45 anni, che magari ha appena fatto un figlio e che ora deve trovarsi un nuovo lavoro in questo periodo dove nessuno ha una lira.
Mah. Ora anch’io prendo il mio zaino ed esco, parto e scendo a Genova.

Il corridoio che devo attraversare è sempre più vuoto e mi costringe a pensare alla vecchia magia, alla bella atmosfera che c’era qui, con i miei colleghi, i miei amici, e che s’è persa per sempre.

E’ l’ultimo giorno di lavoro del 2003. E non finisce bene.

Macubu -   - 20 dicembre 2003, 01:39
  1. Dio buonino come ti capisco! Anche io sono uno dei sopravvissuti - l'anno scorso da noi han fatto una mobilità, vergognosa, sudicia, disonesta, defenestrando quasi 1/4 dei dipendenti. Oggi ci sorridono in faccia e facciamo finta che la cena aziendale di Natale sia stata bella e gioiosa perché ci hanno portati in un posto troooooppo fico; ma a me la morte nel cuore e la paura, dopo un anno, ancora non me la fanno proprio dimenticare.
    20/12/2003 02:42
     

  2. Di' alla tua collega che e' un privilegio vivere a Roma. 6 mesi di mare e 6 mesi di clima mite. E la citta' piu' bella del mondo di contorno. C'e' che rischia il suicidio professionale per rimanerci (leggasi:io). A parte gli scherzi, inbocca al lupo, mac!
    20/12/2003 13:36
     

  3. L'anno scorso ero nella situazione di uno dei tuoi colleghi. L'ultimo giorno, prima della chiusura natalizia, fu il mio ultimo giorno di lavoro e prima di me molti altri erano stati licenziati. Non l'ho presa bene e ancora adesso a ripensarci mi scoccia parecchio. Capisco il senso di vuoto e la tristezza. Buona fortuna e buon Natale.
    20/12/2003 14:17
     

  4. Alla cena aziendale hanno fatto vedere una slide (oddio come odio 'sta parola) con scritto che all'inizio dell'anno eravamo in 92 e ora siamo in 62. Per loro sono riduzioni di costi ma molti di quei trenta erano amici. Loro hanno fatto i baldanzosi "ora le cose andranno molto meglio", non ci ha creduto nessuno. Che tristezza.
    21/12/2003 09:47
     

  5. ti leggo. ogni tanto
    22/12/2003 00:43
     

  6. Nessuno ha più una lira, da quando c'è l'euro.
    22/12/2003 23:22