La vita istruzioni per l'uso - article - That time of the year again.

il blog di ubu

That time of the year again.

Eh sì. Era il 18 novembre del 2002 e il mio secondo post là dove tutto è cominciato diceva:

“Abbiamo tutti una vita interiore. Tutti sentiamo di far parte del mondo e nello stesso tempo di esserne esiliati. Bruciamo tutti nel fuoco delle nostre esistenze. Abbiamo bisogno delle parole per esprimere ciò che abbiamo dentro…”
Paul Auster
Dall’introduzione di: Ho pensato che mio padre fosse Dio, Storie dal cuore dell’America raccolte e riscritte da Paul Auster, Einaudi.
Per un anno intero Paul Auster ha invitato gli ascoltatori della National Public Radio a inviargli le loro storie più interessanti, quelle dove la casualità e l’agire nascosto del destino si manifestava nel modo più strano e inaspettato. Oltre quattromila storie furono inviate all’autore che le selezionò per leggerle alla radio, una volta alla settimana.
A un anno di distanza dalla fine della trasmissione, chiamata National Story Project, Auster pubblicò una selezione di 126 storie, riscritte da lui. Il libro è diviso per argomenti: Animali, Oggetti, Sconosciuti, Guerra, Amore, Sogni, ecc.
Mi sembra un’idea davvero suggestiva, così oggi ho comprato il libro, alla Fnac. Ho letto le prime storie, lunghe a volte anche solo mezza pagina e mi piace: si avverte la diversità degli stili, dei toni di voce. Sembra di leggere un Carver inconsapevole, di ascoltare dei racconti intorno al fuoco, di notte. Bello, toccante, e soprattutto vero.

Mi piace il fatto che a rileggerlo mi colpisca ancora la frase di Auster: abbiamo bisogno delle parole per esprimere ciò che abbiamo dentro. Detta a proposito di questo blog la frase suona esagerata, ma le parole che qui ho versato a fiumi non mi hanno solo tenuto compagnia, mi hanno anche un po’ cambiato.

Sono cambiato molto da quando ho aperto La vita istruzioni per l’uso. Sono cresciuto, ho capito un po’ di cose di me e qualcuna l’ho anche cambiata.
Io di solito più scrivo, più sono avvitato su me stesso. Più mi concentro sulla vita vera e meno mi ricordo del blog. Eppure in tutti questi anni, goccia per goccia, ‘sta paginaccia internet m‘è stata a fianco.

Non so, in qualche strano modo è una presenza importante.
Per cui niente: per ora non chiudo e ve la beccate ancora per un bel po’. E tanti auguri.

Macubu -   - 18 novembre 2007, 09:00
  1. Ma sì dai, auguri.
    Uccidere il proprio blog è come uccidere una parte di sé, ormai.

    18/11/2007 11:02
     

  2. diobo’ come passa il tempo, auguri né.

    18/11/2007 18:14
     

  3. Auguri. E grazie :)

    18/11/2007 21:14
     

  4. nono
    se chiudi mi arrabbio
    .)
    metticela tutta
    ciao
    v

    18/11/2007 21:46
     

  5. smack*

    Tiz
    20/11/2007 09:39
     

  6. …e ci fai compagnia anche a noi. auguri e grazie

    betty
    21/11/2007 22:57
     

  7. belle parole davvero! io ho appena iniziato a scrivere e mi fai pensare di aver perso qualcosa ;-) ciao A

    21/11/2007 23:26
     

  8. auguri!

    22/11/2007 21:07
     

  9. Il blog ha tutto del diario (io scrivo per capire meglio quello che sento), ma aggiunge il confronto. Impossibile non crescere.

    23/11/2007 19:51