‘somma che sono lì che leggo il giornale e improvvisamente qualcosa attira la mia attenzione e guardo meglio:
Si parla di fave che scarseggiano e c‘è una foto che mi fa fermare: io quella foto l’ho vista. E sì perché le fettine di formaggio (lo speciale primo sale) disposte così a quel modo, su quel tavolo di legno coi fiorellini sopra io me le ricordo bene: è l’alzata di formaggi che mia zia pose sul tavolo durante un pranzo di famiglia l’anno scorso.
Così controllo: non si sa mai. Ed ecco qua:
Ora non solo la pagina di flickr recita: All rights reserved, ma naturalmente i signori di Repubblica si sono ben guardati dal chiedere permesso o dal citare il fotografo (sia pure per nickname, dato che il mio nome non compare).
Auro mi segnala che non è la prima volta, leggete qui.
I diritti editoriali delle foto mica costano poco: non per niente è un business che fa la fortuna delle banche immagini (tipo Getty Images o Grazia Neri) ma perché buttare via tutti quei soldi quando si ha a disposizione la rete? Ecco qui flickr: un enorme e aggiornatissimo serbatoio di foto anche di ottima qualità che si possono rubare e pubblicare senza sborsare un centesimo. Del resto vorrai mica che se ne accorgano, quei ragazzetti che le postano online.
Su questo argomento si possono sprecare fiumi di parole e si sa che il mondo dei blog non si tira mai indietro quando c‘è da dare addosso ai giornalisti, ma io non sono il tipo. Non so se mi prenderò la briga di chiedere a un avvocato (ciao Filo, ci sei?) di mandare una raccomandata per mio conto. Certo è che come minimo sarebbe necessario che la redazione del Lavoro (l’edizione genovese de La Repubblica) publicasse una breve nota in cui si dice che tale foto è stata pubblicata erroneamente o comunque senza chiedere il permesso al sottoscritto. Non sarebbe la prima volta: sono successi episodi ben più gravi.
Ci saranno quelli che mi diranno: e belìn (di solito la gente pratica e cinica è genovese come me) se non volevi che te le fregassero perché le hai messe in rete? E qui si apre un’ulteriore discussione che non ho voglia di affrontare. In rete le ho messe perché mi faceva piacere farlo, e questo non rende legale il fatto di impadronirsene e pubblicarle su giornali a pagamento. Ma vabbè.
Dai, lo confesso: non me ne frega poi granché dei soldi (non faccio il fotografo) e forse nemmeno della citazione (non ci tengo di vedere il mio nick o il mio blog sul giornale) ma alla fine da questo episodio quel che ne traggo è solo un po’ di amaro in bocca. Ossia la constatazione che certi giornalisti, da noi, il loro lavoro lo fanno in fretta e male. Non è mica disonestà: è qualcosa di più subdolo e più detestabile: è disattenzione, è sciatteria.


Per come sono fatto io, mi imbufalirei e darei battaglia legale fino allo stremo delle loro forze.
Non per i soldi né per un’improbabile orgoglio di fotografo, ma per ristabilire il rispetto che questi pseudogiornalisti devono agli altri.
La legge per la tutela del diritto d’autore riconosce al fotografo l’esercizio del diritto d’autore sull’opera. Pertanto fatti sentire e reclama i tuoi diritti. Scirivigli una mail o una lettera. Insomma fai qualcosa.
no no, scrivigli, menagli, fatti valere!
ma non è peggiore la notizia che le ‘fave’ genovesi sono a rischio di estinzione??? :-)))))
Ma scherzi? Devi mandargli una bella letterina scritta da un bravo avvocato. Quella foto è tua e loro avrebbero dovuto chiederti il permesso di utilizzarla. Poi stava a te decidere se regalargliela o meno ma loro non si possono arrogare il diritto di prendere quello che vogliono.
Sono anch’io per la denuncia. O, almeno, per una bella letterina. Magari ci hai già tanti avvocati amici, se no puoi chiedere a Daniele F. La sua fidanzata è avvocato e secondo me lui è abbastanza rabbioso da convincerla a mettere giù due righe sulla carta intestata del suo studio.
Ciao compagno di sventura, è pazzesco il comportamento di repubblica, pensavo si limitassero a scopiazzare per l’edizione online ed invece lo fanno anche su quella cartacea ($$$) ...
Confermo quanto detto nei commenti precendenti. Soldi gliene devi cavare, anche solo per principio.
mi accodo, una lettera come minimo. bah, che tristezza di storia.
siamo a zena. e prima di risciare una denuncia, oggi un comunicato di scusa sulla Repubblica di Genova. Complimenti, li hai piegati!
Ciao Shylock! Grazie per la segnalazione, perché io non lo sapevo ancora. Però non li ho piegati, è stata una vicenda gestita tranquillamente dietro le quinte. Appena ho un attimo spiego con un post cos‘è successo, e perché ho scelto di agire così. Ciao!