E’ il tormentone di Milano. La frase più gettonata di tutte, quella che senti appena sali in macchina e metti in moto. Se sei in centro puoi misurare il tasso di incasinamento del traffico prendendo il tempo dal tuo avvicinarti all’auto al sentirti chiedere, con la solita frasetta finto-gentile, ma in realtà carica d’ansia, odio e speranza repressa: “scusa, stai andando via?”
Va dai 25 ai 2 secondi. A volte ti anticipano: sei per strada ma sbadatamente esibisci la chiave in mano, quindi improvvisamente vedi una macchina che ti affianca e ti segue, silenziosa e paziente come un avvoltoio. Quelli in genere non ti chiedono nulla: appena fai scattare le serrature, il lampeggio dei fari individua la tua macchina, quelli accostano con la freccia e aspettano che tu te ne vada. Mi mettono un’ansia, ma un’ansia…
Ma questo è niente se pensi al casino di questi giorni. Oggi ho superato tutti i limiti, ho battuto tutti i record. Scendo da casa, mi avvio verso il mezzo e appena ci metto le mani sopra sento la tremenda frasetta: “Scusi, va via?” Una timida vecchietta tutta impellicciata con cappellone: 0,5 secondi netti, un tempo da professionisti.
Non ci sarebbe niente di strano. No, proprio niente di strano, contando che ero in corso Vercelli. Il fatto è che il mezzo in questione è la mia bicicletta.
La stacco dal palo, uno di quelli verdi col cestino, e la vecchietta ci si avventa, stringe un po’ le spalle e si scusa: “Sa, non se ne trovano…”
sono riuscito a linkarti1...finalmente ho accesso diretto in via Vercelli!borghesia portatelo via!
bella ubu.