Un’altra notte passata su internet fino alle tre. Basta.
E’ uno di quei momenti quando devi farti forza, perché vorresti essere lasciato stare, e invece ti costringi a seguire l’altra parte di te, quella sana, quella che sa che non si deve fuggire la compagnia, che bisogna farsi guidare dagli amici e dagli eventi e andare incontro al mondo, vestendo il corpo prima e acconciando l’animo alla socialità, alle battute, alla presenza di spirito, poi.
E che fatica, all’inizio.
Stampare a fuoco sulla pelle le solite parole: La felicità sta nel produrre, non nel consumare.
[Ma in tutto questo l’orrore sovrano delle folle natalizie, finirà come sempre per inghiottirmi, rassegnata vittima-da-cadeau?]